Che cosa sono i CFD

Il mondo dei CFD è sicuramente uno dei rami del trading online più interessante ed innovativo, in quanto grazie ai CFD sempre più persone possono oggi fare trading senza dover depositare somme ingenti, comprando e vendendo all’istante, grazie ai CFD. Ma che cosa sono i CFD e come ci si registra ad un broker? Quali sono i migliori broker CFD? Queste sono solo alcune delle domande, alle quali daremo una risposta con la professionalità che caratterizza da sempre Migliorefinanza. In questa guida capirete il perché di come sia più conveniente e profittevole fare trading con i CFD, rispetto alle azioni.

CFD: definizione

La definizione di CFD è molto semplice. CFD significa “Contratto per Differenza” (Contract for Difference) in inglese, ed è essenzialmente uno strumento finanziario, il cui prezzo deriva in base al prezzo dal sottostante in questione. Non c’è quindi bisogno di fare trading direttamente con il mercato “fisico”, ma è sufficiente comprare e vendere il CFD, che rappresenta l’operazione dove le due parti (compratore e venditore) si incontrano per scambiare denaro sulla base di un movimento del prezzo dell’attività sottostante. Ad esempio:

ORO (prezzo 1000 dollari l’oncia) > CFD Oro (prezzo 1000 dollari l’oncia)

L’Oro è l’Oro fisico, i lingotti per intenderci, per comprarlo è molto difficile, in quanto dovremmo andare in uno dei luoghi dove viene venduto fisicamente, portarcelo a casa e metterlo in cassaforte (oppure direttamente nelle svariate cassette di sicurezza presenti in banca). Con i CFD viene dunque fatto tutto in automatico, non lo possediamo in realtà, abbiamo soltanto il contratto, sul quale guadagneremo in base al movimento del prezzo. Se da 1000, il prezzo dell’Oro dovesse salire fino a 1001 o più, avremo guadagnato. La parte acquirente, realizza un guadagno nel caso in cui il valore dell’attività dovesse aumentare, e una perdita in cui il valore diminuisca. Viceversa, la parte venditrice, realizza una perdita in caso di un aumento del prezzo del mercato, e un guadagno nel caso in cui il mercato dovesse diminuire. I CFD sono degli strumenti classificati come “derivati”, che forniscono agli investitori la possibilità di sfruttare i rialzi e i ribassi dei prezzi delle attività finanziarie utilizzate per speculare su questi mercati finanziari.

I CFD sono disponibili in numerosi paesi d’Europa, tra cui Australia, Svezia, Francia, Irlanda, Giappone e Spagna, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Germania, Svizzera, Italia, Singapore, Sudafrica e molti altri ancora.

Storia dei CFD

I CFD nacquero nei primi anni 90 a Londra, Gran Bretagna. Avevano il vantaggio di essere un prodotto esente da bollo, una tassa inglese che conosciamo anche noi qui in Italia. I CFD furono inventati da due dipendenti di UBS, Brian Keelan e Jon Wood, durante la loro trattativa con Trafalgar House. I CFD vennero inizialmente utilizzati dai numerosi investitori istituzionali ed hedge fund, per bilanciare i loro investimenti sulla Borsa di Londra, in maniera assolutamente economica, e quindi conveniente.

Verso la seconda metà degli anni 90, i vantaggi dei CFD iniziarono ad arrivare anche per molti investitori al dettaglio. Molte società inglesi ne favorirono la distribuzione, anche grazie alla tecnologia delle piattaforme online, che consentivano di fare trading sui prezzi in tempo reale.

Intorno al 2000, ci fu il vero e proprio boom dei CFD, in quanto i trader si accorsero che non solo l’esenzione dal bollo era un vantaggio che permetteva di fare trading CFD economico, ma con la leva finanziaria era possibile fare trading a margine in maniera molto più efficace, guadagnando ottime cifre. Fu una svolta che determinò l’espansione dei CFD, e numerose aziende e broker di trading online iniziarono ad offrire i CFD di azioni, e aggiungendo anche i CFD d indici, materie prime, valute e molto altro ancora; adesso è presente praticamente qualsiasi mercato che è possibile contrattare con i CFD. Adesso fare trading con le azioni, gli indici e molto altro ancora tramite i CFD (come il forex) è diventato lo standard del settore.

L’espansione continua negli anni, e nel 2007 i CFD, che prima erano contrattati soltanto Over the Counter, arrivano anche alla borsa australiana, Australian Securities Exchange (ASX), che ha inserito dei CFD nella lista delle 50 azioni australiane che sono oggetto di maggior trading, in 8 coppie di valuta, negli indici mondiali chiave e in alcune commodities. I CFD diventano quindi di dominio pubblico, e oggi sono sempre più utilizzate.

Come funzionano i CFD

I CFD, hanno un funzionamento molto semplice e basilare, ed avviene essenzialmente tra gli investitori e le società che offrono questo tipo di servizio. Ogni broker può determinare i propri contratti CFD, ma ci sono molti punti comuni standard, che determinano lo standard dei contratti per differenza.

Un Contratto per Differenza, ha solitamente vari punti in comune. Un CFD inizia con l’apertura di trade che è relativa allo strumento specifico, presso una società che offre questo servizio finanziario, questo determina quindi la “posizione” su tale strumento, che può essere una coppia forex, un titolo azionario o qualsiasi altro strumento finanziario (ce ne sono più di 1000). È importante sottolineare che non sono presenti dei termini di scadenza, e quindi la posizione viene chiusa all’istante quando viene il rischio viene azzerato, attraverso una posizione opposta che viene eseguita quando viene toccato lo stop loss (o take profit) oppure attraverso un ordine di chiusura posizione manuale da parte dell’utente (o algoritmo), che annulla il rischio e quindi chiude la posizione. A questo punto, sarà la differenza tra la posizione di apertura e quella di chiusura, che determinerà la perdita oppure il guadagno. Solitamente, su gran parte dei broker non è presente alcuna commissione da pagare, ma soltanto lo spread (differenza tra il prezzo BID/ASK), ma può capitare che qualche broker ECN chieda delle commissioni anche per l’apertura e la chiusura delle posizioni; controllate dunque sempre all’interno della pagina esplicativa “Condizioni di Trading” del broker, le possibili “tasse” da pagare, che possono essere bid-offer spread (quello che dicevamo prima), commissioni (solitamente nei broker ECN e quasi mai nei broker Market Maker), tassa di servizio finanziario notturna (rollover, che possono essere positivi o negativi) e success o managers fee (nel caso investite in fondi attraverso servizi di mirror trading o copytrading).


I CFD non hanno scadenza, quindi questo significa che una posizione CFD può essere lasciata aperta anche per diverso tempo
, ogni notte la posizione viene quindi reinvestita. Questo significa quindi che il guadagno o la perdita vengono calcolati ogni notte, e vengono aggiunte le “overnight fees” ovvero le commissioni per aver tenuto aperta la posizione durante la notte, e la posizione viene successivamente portata al giorno di trading successivo, attraverso questo processo che solitamente avviene durante le 10pm GMT.
I CFD sono dei prodotti finanziari a margine, e quindi questo significa che il trader che vuole fare trading con i CFD, deve sempre mantenere un livello di margine minimo del proprio conto, questo significa che è sempre bene avere un quantitativo di denaro sufficiente nel proprio conto di trading, altrimenti rischieremmo di ricevere la cosiddetta “margin call”, ovvero un invito del broker ad alimentare il nostro conto. Questo è ancora più importante perché il broker CFD calcola sempre in tempo reale qualsiasi guadagno o perdita che viene realizzata, e quindi le esigenze di marginazione vengono sempre calcolate in tempo reale, e sono visibili sul proprio schermo.

In questo caso, lo stop out è settato al 40%, e il livello di margine è al 1903%. Se continuassimo ad aprire posizioni nell’account, il Margin Level continuerebbe a scendere, le posizioni verranno chiuse in quanto sarebbe troppo pericoloso tenerle aperte, secondo le regole di sicurezza stabilite dallo Stop Out, un valore che è stabilito dal broker, che non può permettersi di avere sulla propria piattaforma dei trader “kamikaze” che decidono di andare “all in” con i propri soldi. Infatti, il trading online con i CFD, come molti possono pensare, non è certamente un gioco d’azzardo, ma è come una qualsiasi altra attività imprenditoriale professionale, molto remunerativa.

CFD Leva Finanziaria

leva finanziaria cfd

Uno degli aspetti principali che stanno spingendo sempre più persone a fare trading con i CFD, è senza dubbio la leva finanziaria, che permette essenzialmente di fare trading con pochi soldi, come se fossero tanti. Fare leva finanziaria significa “far leva” per l’appunto, aprendo un conto con un deposito limitato, e sfruttarlo al massimo per fare trading con una grande quantità (in termini di lotti o unità) di mercati finanziari. I CFD sfruttano al massimo la leva finanziaria, ed è proprio per questo che sono uno degli strumenti finanziari più importanti e amati dagli investitori. É possibile utilizzare delle leve finanziarie anche superiori a X500, questo significa che se investo 100 euro con leva X500, riuscirò a creare movimentazioni pari a 50 mila euro.

CFD Stop Loss

Il money management nei CFD è fondamentale, e lo Stop Loss è senza ombra di dubbio uno dei fondamenti del money management in tutto il mondo del trading professionale. Un ordine di stop loss è essenzialmente un livello “di salvataggio”, che ordina alla posizione di chiudersi automaticamente una volta che verrà raggiunto uno specifico livello, solitamente negativo. Una funzione come lo stop loss, viene solitamente utilizzata per bloccare le perdite.

Uno stop loss su un broker CFD, è essenzialmente dunque un ordine effettuato con un broker CFD per vendere un titolo quando raggiunge un certo prezzo. Un ordine di stop-loss è stato progettato per limitare le perdite di un investitore su una posizione in un titolo. Sebbene la maggior parte degli investitori associa un ordine stop-loss solo con una posizione lunga, può essere utilizzato anche per una posizione corta, nel caso in cui il mercato che si è venduto dovesse andare al rialzo. Un ordine di stop-loss porta completamente la componente emotiva fuori dall’equazione del trading con i CFD, e può essere particolarmente utile quando si è in vacanza o non si può guardare le proprie posizioni di trading. Tuttavia, l’esecuzione non è sempre garantita, in particolare nelle situazioni in cui i mercati finanziari sono particolarmente poco liquidi, ovvero quando la volatilità è talmente alta da spostare i mercati di svariati pips in lassi di tempo relativamente brevi.

Moltissimi broker, offrono anche una sorta di “stop loss 2.0”, ovvero il Trailing stop, che protegge il proprio ordine attraverso una metodologia avanzata rispetto allo stop loss. A differenza dello stop loss infatti, che è calcolato come un prezzo fisso (o percentuale) sul quale la posizione deve essere necessariamente chiusa, il trailing stop prende in considerazione l’ultimo massimo (o minimo) raggiunto dal mercato, e lo controlla in un range di scostamento massimo. In pratica quindi, il trailing stop è uno stop loss dinamico, che “segue” il mercato e il prezzo, e che può quindi massimizzare i profitti le perdite, proprio grazie alla sua caratteristica di seguire il mercato, mantenendo sempre molto “stretto” lo stop loss.

CFD: in conclusione, i vantaggi e svantaggi

In conclusione, i CFD sono lo standard del settore attuale per vare trading sui mercati finanziari, e possiedono numerosi vantaggi, ma anche qualche svantaggio. Senza dubbio, uno dei vantaggi principali dei CFD è la sua immediatezza e possibilità di fare trading anche con conti abbastanza modesti. Questo non era possibile anni fa, quando la borsa era popolata da figure perlopiù agiate e banche d’investimento, che si dividevano la torta del trading online. Adesso invece, la figura del trader indipendente “smart” che fa trading con i CFD a basso costo, ma con alto rendimento, è sempre più realtà.

Vantaggi CFD

  • Leva finanziaria: la leva finanziaria ci permette di fare trading con requisiti di margine molto bassi, facendoci fare ottimi profitti.
  • Grande quantità di mercati presenti
  • Bassi costi, no commissioni

Svantaggi CFD

  • Lo spread sui broker market maker può essere molto alto
  • Alcuni broker non sono regolamentati

In ogni caso i migliori broker per trading di CFD come eToro, Plus500, Markets sono autorizzati e regolamentati dalla CONSOB e quindi sono assolutamente sicuri. Inoltre applicano anche spread davvero bassi e quindi sono anche convienti. Il segreto per guadagnare sempre con il trading online di CFD è selezionare accuratamente il broker.

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