Prestiti per lavoratori a tempo determinato

Parliamo, oggi, di prestiti per i lavoratori dipendenti a tempo determinato, un argomento che sentiamo particolarmente vicino visti i tantissimi giovani che hanno a che fare con questa tipologia di contratto. Il problema del lavoro in Italia continua a farsi sentire, oggi più che mai. Anche se dal governo arrivano proclami su come si stia combattendo con successo la piaga del lavoro nero e dei contratti a tempo determinato prorogati all’infinito, in realtà la situazione è ben diversa.

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Le ultime statistiche a livello europeo, vedono un netto balzo in avanti per i contratti a tempo determinato, con aumenti considerevoli in quasi tutti i paesi della Comunità Europea. Questo sicuramente dettato dalla crisi che continua a protrarsi un po’ dappertutto, e da una generale tendenza alla premura. È sempre più raro vedere aziende e società, che fanno investimenti guardando al lungo termine. La tendenza generale è quella di navigare a vista, andando avanti anno per anno.

Questo è realmente un grave problema per l’economia, e per il lavoro, soprattutto per i più giovani, che continuano a faticare per entrare nel mondo del lavoro. Fatta eccezione per le grandi imprese internazionali, le partecipate, le aziende che esportano all’estero e quelle che richiedono una alta formazione specialistica, per tutte le altre è preferibile risparmiare il più possibile sul costo del lavoro, e non investire più nel capitale umano.

Prestiti per lavoratori con contratto a tempo determinato

Ma come si riflette tutto questo sulla vita delle persone? Arrivare a 40 con ancora un contratto a tempo determinato sulle spalle, significa innanzitutto essere tagliati fuori dalla possibilità di costruirsi un futuro ed una famiglia. Se fino a qualche anno fa era normale sposarsi, acquistare un auto nuova, comprare la prima casa con un mutuo trentennale e pianificare la propria vita, oggi non si riesce neanche a capire cosa o come si farà l’anno prossimo a pagare le bollette e la spesa.

Si vive in un limbo, tagliati fuori dalla possibilità di accendere un mutuo, o di richiedere finanziamenti per far fronte alle tante spese che bisogna sostenere nella vita di tutti i giorni. Bisogna dire, che sulla carta, banche e finanziarie promettono comunque l’accesso al credito anche a chi ha un contratto a tempo determinato, nella realtà però, la situazione cambia.

Generalmente, per queste persone, si riesce ad accendere un finanziamento di durata ben inferiore alla scadenza del contratto di lavoro, quando questo viene richiesto per l’acquisto di beni ordinari, come auto, moto elettrodomestici o quant’altro. Se si cerca di ottenere un mutuo od un finanziamento di importo superiore, magari per la ristrutturazione dell’immobile lasciato dai nonni, la situazione cambia, e spesso non è sufficiente nemmeno la firma di un garante.

Purtroppo anche in questo settore la legislazione non aiuta, avendo lasciato un vuoto che permette agli istituti di credito di fare un po’ quello che ritengono più opportuno. D’altro canto, alcune finanziarie si sono attivate per cercare di prendersi quote di un mercato che, sicuramente presenta dei rischi di insolvenza, ma che è grande e ben disposto ad accendere prestiti e finanziamenti, pur pagando interessi più alti del normale.

Alcuni degli istituti che propongono prestiti per persone con contratto a tempo determinato, sono Compass, Fiditalia, Poste Italiane e Unicredit. In particolare i primi 2, Compass e Fiditalia, sono quelli più attivi nell’erogazione di questa tipologia di finanziamenti. Si tratta di prodotti che consentono di ottenere somme di denaro contenute entro i 5-10 mila euro al massimo e, proprio per questo, rientrano nei piccoli prestiti personali.

I prestiti per lavoratori a tempo determinato sono convenienti?

Una delle domande che ci viene posta più spesso è se questi finanziamenti siano davvero convenienti. La risposta che diamo solitamente è: non sono i prestiti più convenienti sul mercato ma rappresentano comunque un’interessante opportunità. Va detto, infatti, che le finanziarie e le banche applicano le condizioni migliori a chi dispone delle garanzie più solide: pensionati, lavoratori a tempo indeterminato di enti pubblici e chi dispone di grandi patrimoni.

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Per i precari, invece, la situazione è ben diversa. Le condizioni sono sicuramente meno vantaggiose ma non per questo non vanno prese in considerazione. Se si ha bisogno di liquidità per affrontare una determinata spesa poco importa se il tasso sarà del 7% invece che del 6… purchè si riesca a raggiungere il proprio scopo.

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